Dopo il voto di oggi sulla politica estera del governo, Prodi si è dimesso come aveva anticipato D’Alema ieri. Gli sono mancati i voti di Rifondazione e della sinistra radicale.
Diamo atto a Prodi di essersi comportato con dignità rassegnando le dimissioni dopo un fatto così grave (di fatto è stato sfiduciato sulla politica estera).
Quello che mi fa specie è Rifondazione che, dopo aver votato contro il proprio Governo, ha il coraggio di dichiarare: “Il governo deve continuare a vivere, e avrà il pieno sostegno e l’incondizionata fiducia del Pr” per bocca del suo segretario Franco Giordano. Ma come si fa a dichiarare una cosa del genere dopo averlo sfiduciato?
Update: in realtà non è stata Rifondazione, ma i due senatori Rossi e Turigliatto. La cosa grottesca è vedere come adesso i partiti fanno a gara a scaricarli dai loro gruppi.





Febbraio 22, 2007 alle 4:29 pm |
Lascio alcune considerazioni.
L’atteggiamento è stato deplorevole sia a destra che a sinistra. La sinistra che, contro i loro stessi principi, vuole affrontare una nuova guerra (senza neppure considerare la scarsezza delle risorse economiche). La destra che, pur di far cadere il governo, si coalizza e vota di no. Un atteggiamento infantile che certamente non incoraggia gli elettori.
Concludo dicendo che la sinistra dovrebbe imparare cosa vuol dire “unità” perché oltre al nome della coalizione, ci deve essere un riscontro nella quotidianità. Per reggere un governo bisogna spalleggiarsi come la destra ha saputo fare per 5 anni. Gli “ideali”, quelli utopici, non portano a niente e non devono contaminare la politica.